Cosa lega lo stretto di Hormuz tristemente protagonista nella guerra fra USA e Iran con la storia dei marchigiani? Ancora una volta la Serenissima Repubblica di Venezia
Primo individuiamo dov’è Hormuz



Ora facciamo parlare Marco Polo un veneziano doc nel senso dello stato veneziano, non di Venezia città, infatti era dalmata (oggi Croazia):
Passate due giornate, è lo mare Oziano e ’n su la ripa è una città con porto, ch’à nome Cormos, e quivi vegnono d’India per navi tutte ispezzerie, drappi d’oro e (denti di) leofanti (e) altre mercatantie assai; e quindi le portano li mercatanti per tutto lo mondo. Questa è terra di grande mercatantia; sotto di sé àe castella e cittadi assai, perch’ella è capo de l(a) provincia; lo re à nome Ruccomod Iacomat. Quivi è grande caldo; inferma è la terra molto, e se alcuno mercatante d’altra terra vi muore, lo re piglia tutto suo avere. (Marco Polo – Milione 1298 Capitolo 36 De la grande china)

Per due volte Marco Polo passa per lo stretto di Hormuz, non è stato il primo dell’attuale territorio italiano nè sarà l’ultimo a percorrere quella che verrà chiamata la “VIA DELLA SETA”.
Una rotta commerciale di terra e di mare che oggi lega l’Europa alla Cina passando per molti stati ma anche attraversando molteplici difficoltà socio-politiche. Esattamente come lo stato della Serenissima che si definiva “Stato da Terra e Stato da Mar”. Venezia, Istria, Dalmazia, Corfù, Marche, Puglia Grecia, Cipro, Mar Nero e Mar d’Azov poi via terra e di nuovo mare proprio nel Golfo Persico e poi la scelta o via terra per la Persia e quindi la Cina o via mare passando per l’India.

Pochi anni dopo Marco Polo la rotta costruita era così rodata che i missionari francescani passando per l’attuale Turchia (il regno cristiano di Trebisonda per l’esattezza), in particolare alcuni marchigiani come i Clareni (cioè un gruppo di francescani che seguirono una riforma dettata da Angelo Clareno) mandati in missione dal primo papa francescano di Ascoli Piceno Niccolò IV. Chi davvero è arrivato fino in India, seppur la loro destinazione finale fosse il Celeste regno della Cina, è stato il beato Tommaso da Tolentino con i suoi compagni.
Tommaso da Tolentino e i suoi fratelli francescani, per obbedienza andarono in Cina seguendo quella rotta di terra e di mare. Dopo lo stretto di Hormuz naufragarono e approdarono in India, dove per varie vicissitudini, dovettero subire il martirio. Ci racconta la loro storia Odorico da Pordenone. Esistono molti manoscritti nella biblioteca Romolo Spezioli di Fermo e ritrovati da un giovane ma molto produttivo studioso: Riccardo Renzi.
Se sei curioso di vedere come un elenco di oltre 400 marchigiani possano essere condensati in una snella guida turistica cerca il Cerchio editore di Rimini https://ilcerchio.it/libri-su-cattolicesimo/libri-spiritualita/portolano-marchigiano-guida-al-territorio-marchigiano-sulle-orme-di-missionari-e-viaggiatori-verso-oriente.html

L’iran attacca con missili balistici anti nave le petroliere e le imbarcazioni commerciali così come la navi da guerra statunitensi e dei loro alleati, come nel mar ROsso e nel golfo di Aden fal a popolazione degli Houthi, costringendo a grandi deviazioni dei cargo e quindi ritardi e quindi costi maggiori. Insomma una guerra ibrida a tutti gli effetti.
La Serenissima Repubblica di Venezia aveva i suoi scontri con la Persia, ma anche notevoli contratti commerciali, allora come oggi quel piccolo lembo di terra era ed è uno snodo fondamentale per l’economia globale e quindi per la geopolitica. Ritornare ad essere protagonisti come i veneziani, i francescani e come marchigiani deve essere una priorità, per la pace nel rispetto della biodiversità anche antropologica e culturale.
Emanuele Luciani
PS
c’è un bell’articolo di Alvise Fontanella che vi guiderà per le calle di Venezia fra la Tana e gli Ormesini… https://www.serenissima.news/lo-stretto-di-hormuz-ma-e-a-venezia-e-pure-il-mar-dazov/