Albino e l’ultimo CARICAT della storia della cavalleria

90 anni fa nasceva Albino medaglia d'Argento al Valor Militare per aver partecipato all'ultima carica della cavalleria della storia

Torna l’amata rubrica sui ” Cavalli che hanno fatto la storia”. 90 anni fa nasceva Albino medaglia d’Argento al Valor Militare per aver partecipato all’ultima carica della cavalleria della storia

foto da wikipedia

Nel 1932 nasce Albino un maremmano baio, acquistato allevato e addestrato sin da puledro dal Regio Esercito Italiano viene inquadrato nel 2° squadrone del 3° reggimento di Cavalleria Savoia. Dal 1941 al 1943 partecipò alla Campagna di Russia e si dimostrò un’eroe.

Andiamo con ordine. L’Italia, dopo un anno di trattative con il Regno Unito, fa un’alleanza con la Germania che invaderà la Polonia nel 1939 dando inizio a quella che è conosciuta come 2nda Guerra Mondiale. L’Italia nonostante il patto stipulato con la Germania, dichiara la sua non belligeranza. 10 mesi dopo entrerà in guerra: era il giugno 1940. Nel 1941 inizia la Campagna di Russia che culmina con l’assedio di Stalingrado nel 1942. L’ARMIR, ovvero l’esercito italiano in Russia, ha il compito di tenere l’ala destra dello schieramento. I Sovietici lanciano una massiccia e violenta controffensiva nell’agosto del 1942.

Dopo che la notte del 23 agosto 1942 passò tranquilla (se mai fosse possibile sul fronte di una guerra) dormendo in bivacco quadrato protetti dagli obici, il comandante mandò una pattuglia in esplorazione prima di muoversi. Gli esploratori trovarono l’intera 304esima divisione di fanteria sovietica in buche scavate fra i girasoli.

Il 2° Squadrone di Cavalleria del 3° reggimento Savoia è il primo ad andare in carica. Una battaglia lunga ed estenuante. Albino era lì, a Isbuscenskij, all’ultimo CARICAT della cavalleria, non solo italiana ma mondiale . Altre manovre furono necessarie prima di mandare in ritirata la 304° divisione.

Per amor di cronaca, l’ultima vera carica di cavalleria nel mondo, fu sempre italiana, fatta dal Reggimento Alessandria in Croazia il 17 ottobre dello stesso anno 1942 contro i reparti titini.

Dopo la vittoria a Isbuscenskij e un assedio a Stalingrado infinito, le sorti italo-tedesche in Russia furono tragiche, una ritirata continua in condizioni pessime. Al rientro in Patria, Albino fu arruolato nei reparti della RSI per la precisione nello “Squadrone di cavalleria dello Stato Maggiore”, al termine della Guerra venduto a privati e nel 1946 tornò all’Esercito Italiano in pensione.

Gli fu assegnata la MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE e fu oggetto di una pensione a vita. Caso unico in Italia.

Fu così impressionante la sua storia che venne pubblicato un libro per ragazzi, edito da Vallardi nel 1958 e ripubblicato su Il Corriere dei Piccoli nel 1962.

Morì di vecchiaia. Il suo corpo imbalsamato è custodito in un posto d’onore nell’androne principale del Museo del Reggimento “Savoia Cavalleria”a Grosseto.

ALBINO – Mutilato, ferito e reduce dalla Russia.”

Accanto al sepolcro di Albino, troviamo una pergamena con questo testo che cito integralmente: “Io sono Albino nato nel 1932 assegnato da puledro al Reggimento Savoia Cavalleria (3°), ove ho imparato ad essere orgoglioso, generoso e coraggioso come tutti cavalli ed i Cavalieri che hanno avuto l’onore di servire questo Reggimento fino dal 1692. Il mio occhio cieco conserva luminosa l’immagine del glorioso Stendardo, la mia gamba lancina per la ferita da guerra: orgoglio di combattente, le mie orecchie odono sempre la tromba del Caricat ed il grido incitatore degli squadroni al galoppo verso la morte, la gloria e la vittoria, la mia groppa porta ancora la sella affardellata ed in arcione è sempre Fantini, il sergente maggiore che colpito a morte tenne la punta della sciabola verso il nemico in fuga, la mia memoria vive del ricordo di tutti gli eroici Cavalieri che nella leggendaria carica di Isbuschenskij scrissero col sangue la più bella la più gloriosa pagina di Storia della cavalleria di tutto il mondo.Ringrazio il Reggimento “Gorizia Cavalleria 3°” per avermi concesso di trascorrere la vecchiaia nella scuderia del mio Colonnello Bettoni, comandante ad Isbuschenskij, ed auguro “bonnes nuovelles” al Reggimento, allo Stendardo ed ai suoi cavalli corazzati.

Grazie Albino. CARICAT!

Emanuele Luciani

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